Analisi target musei e storia della metodologia d’indagine

Le prime INDAGINI SUL PUBBLICO DEI MUSEI sono state svolte nel mondo anglosassone agli inizi del 1900. Si pose attenzione agli sforzi e alla fatica che il visitatore poteva provare, durante il percorso di fruizione, esaminando gli oggetti e le opere esposte. Tali analisi venivano compiute con metodologie fortemente empiriche, basate sostanzialmente sull’osservazione visiva a distanza delle posizioni e delle posture assunte nel corso della visita da coloro che frequentano i musei.
Nel periodo successivo, fino agli anni sessanta, le ricerche condotte sul pubblico dei musei acquisirono una connotazione psicologica e sociologica, privilegiando lo studio del valore educativo del museo e dei processi di apprendimento dell’individuo. L’attenzione venne posta anche su fattori strutturali, quali la forma delle sale e la modalità di allestimento, nella convinzione che l’esperienza del visitatore fosse influenzata non solo dalle valenze estetiche ed emozionali delle opere, ma anche dalle effettive modalità di fruizione delle stesse.
Negli ultimi trent’anni l’attività di studio è indirizzata, da un lato, verso la messa a punto di specifiche tecniche e metodologie di rilevazione, atte a cogliere aspetti di grande importanza ma di difficile identificazione, tra cui l’impatto del museo sul patrimonio di conoscenze posseduto dal visitatore. Dall’altro la ricerca sul campo ha individuato due filoni di indagini prioritari, relativamente alle connotazioni socio-demografiche dei visitatori, ed alle loro caratteristiche comportamentali.
Gli individui che si recano oggi al museo sono profondamente diversi da quelli che si recavano cento anni addietro, ma anche diversi da quelli che si recavano trent’anni fa.
Tuttavia, non sempre i musei sono in grado di tenere in effettiva considerazione tali mutamenti.
Nel contesto attuale i visitatori dei musei costituiscono un insieme molto variegato di individui, che percepiscono il museo con modalità molto differenziate, e che considerano la visita al museo una delle possibili destinazioni del loro tempo libero.
La propensioni e le motivazioni sottostanti la DECISIONE DI VISITARE UN MUSEO sono condizionati da insieme di fattori, di naturale sociale, quali età, sesso, condizione professionale, reddito, composizione del nucleo familiare, etnia, religione. Il rapporto con il museo è anche influenzato dal livello di preparazione sociale di ciascun individuo, dalle precedenti esperienze di fruizione e dal contesto nel quale matura la decisione di effettuare la visita.
Il grado di APPREZZAMENTO DELLA FRUIZIONE di un museo è la risultante di un processo di valutazione che il visitatore formula a più livelli, prendendo in considerazione sia il coinvolgimento emotivo ed intellettuale tratto dall’esperienza che il comfort con il quale si è svolta la visita, il tutto filtrato attraverso il proprio bagaglio cognitivo ed esperienziale. Il livello generale di cultura e il grado di conoscenza delle opere hanno una diretta influenza sul livello di soddisfazione raggiunto.
Il numero e la quantità delle precedenti esperienze influenzano le motivazioni e le aspettative del visitatore, il quale è portato implicitamente ad effettuare una comparazione tra quanto osservato nel museo e quanto osservato altrove.
Un altro campo di analisi può riguardare il grado di chiarezza e di comprensione dei messaggi veicolati del museo, riguardanti la mission della struttura, i programmi di carattere scientifico e culturale, le motivazioni sulla struttura, sulle opere.
Inoltre può risultare interessante l’immagine che il museo trasmette dall’esterno.
Lo studio del pubblico permette di individuare con più efficacia e maggiore cognizione di causa i mezzi attraverso i quali si può ottimizzare l’offerta, la si può “mettere in valore”, la si può presentare e rendere leggibile e attraente ai diversi tipi di visitatori.

Coloro che frequentano maggiormente i musei sono donne in un’età compresa tra i 18 e i 39 anni. Coloro che frequentano poco i musei (0-5 volte in un anno) e presentano un profilo culturale basso sono di nazionalità italiana, mentre tra coloro che lo frequentano più assiduamente, con profilo culturale elevato il distacco tra italiani e non italiani tende quasi a colmarsi.

Coloro che frequentano maggiormente i musei sono donne in un’età compresa tra i 18 e i 39 anni. Coloro che frequentano poco i musei (0-5 volte in un anno) e presentano un profilo culturale basso sono di nazionalità italiana, mentre tra coloro che lo frequentano più assiduamente, con profilo culturale elevato il distacco tra italiani e non italiani tende quasi a colmarsi.

Tra coloro che presentano un profilo culturale elevato si può osservare una certa omogeneità, con maggiori concentrazioni in corrispondenza di coloro che hanno un lavoro e con sensibile scarto rispetto agli studenti. Nella colonna del profilo culturale non elevato invece i rapporti tra quantità si invertono e si evidenzia la prevalenza degli studenti, anche se meno marcata rispetto a coloro che hanno un lavoro.

Nella prima risposta è netta la predilezione per i musei d’arte, nella seconda risposta la distribuzione percentuale varia: da un lato le preferenze per i musei di archeologia equivalgono e oltrepassano di poco quelle dei musei d’arte, dall’altro i musei di scienza e tecnica sono piuttosto elevati se associati ad un visitatore di sesso maschile con un profilo culturale non elevato che frequenta con assiduità i musei.

L’organizzazione del museo risulta in gran parte chiara e i pannelli informativi, la guida del percorso e altri materiali esplicativi forniscono un supporto utile allo svolgimento della visita.

 

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