Musei italiani e i social network

Il 52% dei musei italiani è social, ma la fruizione delle opere digital è limitata.

L’innovazione digitale sta penetrando nei musei, soprattutto, con strumenti di comunicazione come il sito web, i social network e le newsletter.

L’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, ha condotto un’analisi su un campione di musei nel 2016 – composto da 476 istituzioni italiane, pari a circa il 10% dei musei aperti al pubblico nel 2015 -: i risultati evidenziano che il 52% dei musei possiede almeno un account sui social network; solamente il 13% è presente nei tre più diffusi. Su Facebook si registra la maggiore presenza (51%); seguono Twitter (31%) e Instagram (15%). Anche il 10% dei musei che non ha un sito Internet risulta però attivo su Facebook.

Schermata 2017-03-15 alle 12.29.15

Se si fa un passo indietro e si osservano i dati Istat del 2015 i tassi di adozione dei servizi digitali risultano più ridotti, inferiori al 20%, per i servizi digitali legati alla fruizione delle collezioni, sia online (ad esempio, catalogo accessibile online e possibilità di visita virtuale), sia onsite (come QR-code e sistemi di prossimità, App per dispositivi mobile). Ma il patrimonio censito dall’Istat era ben più grande, composto da 4.976 musei, aree archeologiche e monumenti, 1 ogni 12.000 abitanti (ISTAT, I musei, le aree archeologiche e i monumenti in Italia. Anno 2015.). Da quell’indagine emergeva che il patrimonio italiano, noto per la straordinaria ricchezza, rivelava un potenziale di attrattività non ancora valorizzata. I trend negli incassi e negli ingressi pur confermandosi anche nel 2016 molto positivi – 44,5 milioni di ingressi nei luoghi della cultura statali con incassi per oltre 172 milioni di euro, con un incremento rispettivamente del 4% e del 12% rispetto al 2015 che corrispondono a 1,2 milioni di visitatori in più e a maggiori incassi per 18,5 milioni di euro -, ma nessun museo appare tra i 10 più visitati al mondo, uno su tre ha meno di 1.000 visitatori l’anno e il 70% degli italiani non li visita.

Le sfide. “Le istituzioni culturali si trovano oggi di fronte a una doppia sfida: non basta attrarre visitatori, ma occorre trovare il modo per comunicare il proprio patrimonio in un modo nuovo, che lo renda più prossimo alle esigenze di conoscenza ed esperienza di cittadini e turisti” afferma Michela Arnaboldi, direttore scientifico dell’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali. “Molte istituzioni hanno raccolto la sfida di trasformarsi per divenire più efficienti e parlare a nuovi e vecchi pubblici. L’innovazione digitale, che ha determinato un radicale cambiamento dei paradigmi di mercato negli ultimi anni, potrebbe ora rappresentare un fondamentale fattore di trasformazione per il settore culturale”.

Schermata 2017-03-15 alle 12.30.14

Da “Il Sole 24 Ore” Articolo Completo

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s